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Anno: 2020

Evento: Festa della parrocchia Roma Nord e festa dell'Unione del 1859

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Domenica delle Palme nella Parrocchia di Forlì

Domenica delle Palme nella Parrocchia di Forlì

Gli amministratori parrocchiali ed i fedeli della parrocchia i “Santi Angeli Michele e Grabriele” di Forlì hanno ornato con pietà e con buon gusto la Chiesa per accogliere la grande festa dell’Ingresso in Gerusalemme di Gesù in Gerusalemme. . .
Nella VI settimana di Quaresima, incontriamo feste importanti quali il Sabato di San Lazzaro che prepara alla Domenica delle Palme e poi la Grande Settimana o Settimana Santa, come dimostrano questi tre tropari successivi del canone del Mattutino del Venerdì:
”Prima hai detto, o Gesù, ecco saliamo nella Città santa e sarò consegnato veramente in mano agli omicidi, che mi uccideranno, nel corpo sulla Croce”
”Volendo, o Verbo, rapire alla morte il Tuo amico, Ti dai l’onere d’essere ucciso per noi nel corpo, rendendo immortali gli uomini fedeli, Tu che soltanto sei immortale”.
”Portiamo le palme della bontà di Cristo, colui che si è umiliato sul puledro con il corpo e diciamoGLi: “Sei benedetto, o Salvatore, Tu che vai verso la Passione”.
I temi del Sabato di Lazzaro e della Domenica delle Palme sono spesso intrecciati perché rappresentano due aspetti complementari della rivelazione della divino-umanità di Cristo, prima della Sua Passione.
Queste due feste sono del resto considerate piuttosto come una sola festività che si svolge in due giorni, perché hanno un tropario in comune, ed i temi dell’una si ritrovano pienamente nell’altra, cosicché ambedue sono situati simbolicamente nello stesso giorno.
La resurrezione di Lazzaro rivela la Divinità di Cristo, mentre il Suo ingresso in Gerusalemme, seduto su un asino, la Sua umanità (Questo piangendo domanda dove sia stato messo, ma lo risorge solo con la Sua voce). La resurrezione di Lazzaro è il simbolo della Risurrezione del genere umano e la manifestazione dell’Onnipotenza di Dio che capovolge le leggi della natura corrotta. Prima della Croce, anche l’Ade tremava all’udire la Voce di Cristo e si affretta a lasciar passare Lazzaro, affinché esca dal suo seno, annunziando in tal modo il suo imminente annullamento. Quelli dei luoghi inferiori sentono in modo terrificante la comune Resurrezione. Anche i Discepoli di Cristo vengono, rafforzati prima della passione di cristo. Lazzaro, risorto, sarebbe stato testimone della Passione e della Morte del Suo Maestro ed amico, dando testimonianza, con la sua presenza che la Pasqua deve riflettere, realmente, in tutta l’umanità, perché Egli si è fatto “ inizio salvifico della nascita da ciò che è nuovo”.
Quest’ascesa verso Gerusalemme accompagna simbolicamente tutta la Settimana Santa con un ampio movimento di processione: i fedeli seguono ed accompagnano Gesù in quest’andare che li conduce alla comunione mistica con la Sua Passione, ma rappresenta anche l’ascesa di Cristo al Padre, modello dell’ascesa spirituale dell’uomo e del suo ingresso nella Gerusalemme celeste.
Per sei settimane siamo stati siamo stati esortati alla penitenza, all’umiltà, al digiuno, a trafiggere il cuore ed ad altre virtù. Non c’è tempo per svolgere un insegnamento teorico, da ora ciascuno dovrà mostrare i frutti delle sue opere e rivalutare il loro valore reale : queste sono degne di “ricevere Cristo” e di servire la lode universale? Perché nelle ultime cose la doxologhia (la glorificazione) è il criterio della consistenza delle virtù.
Iniziando dal Sabato di Lazzaro la Quaresima assume una dimensione diversa: da quella ascetica e pedagogica diviene eucaristica. Si lascia il posto all’attesa ardente dello Sposo e alle ultima preparazione prima della Sua venuta che culminerà nell’unione con lo stesso cristo nella Sua morte e nella Sua Risurrezione.
L’amore divino ha manifestato la profondità nel sacrificio sulla Croce. Ciascun fedele verrà allora dinnanzi a Cristo portando già la Croce e glorificandoLo con i rami delle proprie virtù.
”Oggi la grazie dello Spirito Santo ci ha riuniti e tutti, prendendo la Tua Croce diciamo: Benedetto Chi viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei Cieli”
          
Traduzione in italiano: prof. Giuseppe Munarini
P. Mihai David

 

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