Anno: 2023
Evento: "I bambini costruttori di pace". Incontro interculturale e interreligiosa sulla pace a Livorno
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NotizieUdine: "Contorni di luce". Mostra fotografica di Octavian Vasile Pop, ph
Tutti gli eventi in cui abbiamo l’opportunità di parlare bene di noi romeni della diaspora, dovrebbero diventare occasioni da non perdere, anzi, momenti ricercati, inventati e desiderati con entusiasmo. Quest’idea mi da coraggio e mi convince sempre di più ad andare avanti nell'organizzazione di tutti gli eventi che proponiamo, coinvolgendo con gioia tutte le persone di buona volontà che desiderano prenderne parte, per mettere in luce il bene di cui siamo capaci, la creatività, l’identità, le tradizioni, la lingua, le feste tipiche riguardanti le tappe della vita, specialmente la meravigliosa età dell’infanzia; che si tratti di spettacolo folcloristico, di presentazioni di libri, di canti dei bambini, de danze, della promozione dei prodotti caratteristici della Romania o del vestito popolare conosciuto col nome “ie” o "ia", simbolo unico e caratteristico della romenità nel mondo oppure altre attività che mettono in luce il bene e il bello, tutto quanto è molto gradito. Questo è il sogno che i miei antenati, quelli che realizzarono la Grande Unione nel famoso 1918, desiderando vedere compiuta: l’unità tramite la cultura, l’unità tramite la fede cristiana secondo “la legge degli avi”, l’unità mediante il bello come unica salvezza possibile e durabile del genio creativo del popolo romeno. La mostra “Contorni di luce” di Octavian Vasile Pop, promossa e organizzata dalla Missione Romena “San Cristoforo” in Friuli a Udine dal 2002, entra nel contesto del bello che cerco e a cui miro. La collaborazione con l’Università degli studi di Udine, col Centro Internazionale di Studi sulla Cultura Romena presso il Dipartimento di Lingue e Letterature, Comunicazione, Formazione e Società e con l’Associazione Italo Romena “Danubio” del Friuli Venezia Giulia con sede a Trieste è strettamente legata alla realizzazione di questa “unità” culturale, linguistica e religiosa, nel rispetto delle diversità esistenti, che sono una nota distintiva di quell'armonia d’insieme del Popolo Romeno, divenuto Stato moderno unitario appena nel 1918, quindi 100 anni or sono, tramite il contributo particolare delle personalità formatesi nella Chiesa Romena Unita con il centro a Blaj, “la Piccola Roma dei romeni” (come la chiamò il nostro poeta nazionale Mihai Eminescu), allora Chiesa maggioritaria in Transilvania, pronti, assieme alla Chiesa sorella, quella non-Unita (come veniva chiamata allora in Transilvania) o Ortodossa (oggi), assieme e con entusiasmo riempirono la Pianura della Libertà, con a capo le grandi e carismatiche personalità del Popolo Romeno. Noi, a Udine, teniamo viva la fiamma della Grande Unione, realizzatasi cent'anni fa, quanto fu firmato e sigillato il grande evento, l’1 dicembre 1918 ad Alba Iulia. Il primo cardinale della Romania, S.E. Mons. Iuliu Hossu (in seguito "premiato" col martirio con oltre 22 anni di duro carcere), lesse "l'Atto di Unione", in romeno "rezoluţiunea Unirii".
P. Ioan Mărginean-Cociş
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